Futuro sostenibile

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19 gennaio 2016

Il 12 dicembre a Parigi è stato siglato un accordo sul clima di portata storica: 159 Stati del mondo hanno concordato di voler unire le forze per contrastare il fenomeno del riscaldamento globale e contenere l’aumento della temperatura media del pianeta nel secolo in corso ben al di sotto della soglia di 2° C. rispetto all’era preindustriale, perseguendo l’obiettivo del limite di 1,5° C.

Per arrivare a questo risultato occorre raggiungere la decarbonizzazione dell’economia mondiale ben prima del 2050. Ne deriva che occorre ripiegare su altre risorse quindi forme di energia verde. Al contempo è importante ridurre al minimo il consumo di energia per uno sviluppo sostenibile.

In questo senso si è già cominciato a ragionare in termini di Classi di consumo energetico o classi di efficienza energetica dalla lampadina alla casa. Il sistema casa per esempio è al centro dell’attenzione dei paesi europei già dal 2000 con la Strategia di Lisbona con l’obiettivo 20-20-20, cioè ridurre del 20% il consumo di energia primaria entro il 2020.

Ecco che applicare il concetto di casa passiva diventa importante in termini di risparmio energetico. Gli edifici a basso consumo energetico infatti coniugano comfort abitativo a risparmio energetico, collocandosi all’interno di una specifica classe energetica in base a quanto combustibile consumano all’anno per ogni metro quadro di superficie riscaldata.

Ad esempio in Italia dal 1 Ottobre 2015 secondo le linee guida per la certificazione energetica DM 26-06-2015 la prestazione energetica dell’immobile è espressa attraverso l’indice di prestazione energeticaglobale non rinnovabile EPgl,nren che comprende:

  • la climatizzazione invernale (EPh,nren)
  • la climatizzazione estiva (EPc,nren)
  • la produzione di acqua calda sanitaria (EPw,nren)
  • la ventilazione (EPv,nren)
  • illuminazione artificiale (EPl,nren), per gli immobili non residenziali
  • il trasporto di persone o cose (EPt,nren), per gli immobili non residenziali

La classificazione energetica degli edifici consente pertanto di attribuire alle abitazioni una classe, dalla più virtuosa energeticamente, e quindi economicamente, alla più dispendiosa come mostrato di seguito:

Si arriva quindi alla casa passiva in classe A+ (o 4A) per cui l’edificio è completamente staccato dalla fornitura di gas e utilizza talvolta il geotermico o l’energia elettrica privilengiando il fotovoltaico.
Ne deriva che è importante l’isolamento termico tanto quanto l’illumiazione.

All’interno di questo contesto i prodotti Veneto Vetro per la serramentistica e l’architettura rispondono alle più alte esigenze del mercato in termini di isolamento termico sia nell’abbattere il riscaldamento solare d’estate (e quindi riducono la necessità di utilizzare sistemi di condizionamento e dispositivi oscuranti) sia in termini basso-emissivi andando a bloccare la dispersione termica d’inverno attraverso tripli vetricamera, pellicole e riempimenti a gas.

Il tutto con un positivo risvolto economico sulle spese di manutenzione della casa e per la possibilità (almeno in Italia) di usufruire di agevolazioni fiscali, in termini di detrazioni, per l’acquisto di abitazioni in classe A o B ed elettrodomestici. La commissione Bilancio della Camera infatti ha approvato l’emendamento che introduce una detrazione dall’Irpef del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’Iva sull’acquisto effettuato entro il 2016 di abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali.

Secondo la stessa logica sono previsti sgravi fiscali per le opere di ristrutturazione edilizia con riqualificazione energetica.

Fonti:

it.wikipedia.org/wiki/Certificazione_energetica_degli_edifici

it.wikipedia.org/wiki/Casa_passiva

www.casa.governo.it

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